ROCCA: “DOBBIAMO TROVARE, ANCORA UNA VOLTA IN NOI, IL CORAGGIO DI SAPER ACCOGLIERE LA FRAGILITÀ SENZA CHIEDERE IL PASSAPORTO A NESSUNO”

Entusiasmo e passione profusi da circa 4.000 volontari della Croce Rossa provenienti da tutta Italia, tra cui anche i volontari del nostro Comitato, e dall’estero che, dopo due anni di stop dovuti al Covid-19, hanno fatto rivivere la tradizionale Fiaccolata da Solferino a Castiglione delle Stiviere (MN).

“Abbiamo affrontato insieme tante sfide in questi ultimi anni. C’era tanta voglia di Solferino. Pensavo sarebbe stata un’edizione sottotono, ma avevo sottovalutato il potere che questo luogo ha per ciascuno di noi. Ci siamo salutati proprio qui nel 2019. Da allora, sono accadute tante cose. Stiamo affrontando le crisi più difficili dal secondo Dopoguerra. Penso a Fausto Bertuzzi, il primo volontario caduto per il Covid. È giusto e vi chiedo un momento di raccoglimento per tutti quelli che ci hanno lasciato e per questo oggi non possono essere qui con noi insieme alle proprie famiglie – ha sottolineato sul palco di piazza Castello a Solferino Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) appena rientrato da Ginevra dopo essere stato confermato alla guida di IFRC per altri 4 anni –. E penso anche alle emergenze che stanno affrontando i nostri Volontari nel mondo. Viviamo un arretramento. Si spara sempre più sulla Croce Rossa. Se nella Seconda Guerra Mondiale le vittime civili erano il 50%, oggi sono più del 90%. Questo mondo non è più capace di dire ‘Tutti Fratelli’. Ed è un mondo sempre più polarizzato. Lo abbiamo visto con il Covid, dove il dibattito è stato politico e non scientifico. Lo vediamo ora, con i cambiamenti climatici. 12 milioni di persone sono a rischio di fame in Africa. Ma di questo non parla nessuno. Stiamo lavorando in tutto il mondo con la stessa intensità con cui affrontiamo la crisi in l’Ucraina. Abbiamo tanto da lavorare affinché l’Umanità ritrovi i suoi spazi. Dobbiamo trovare, ancora una volta in noi, il coraggio di saper accogliere la fragilità senza chiedere il passaporto a nessuno. Questo è lo spirito di Dunant e di Solferino. Questo è il senso del nostro stare insieme”.
Francesco Rocca


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